Gerusalemme
Tra i ricordi del tempo…
Ho provato una gioia immensa quando da lontano, fermi un punto panoramico, con tutti i miei compagni di viaggio ho visto da lontano il panorama di un desiderio. Eravamo appena arrivati a Gerusalemme.
La città contesa e divisa che nella sua maestosità è intrisa di una sacralità brutale che si sente in ogni sua pietra e in ogni sua via.
La prima volta che ci sono stata mi sembrava di conoscerla, di sentirmi a mio agio. Gerusalemme, con le sue stradine strette, lo suq con i suoi colori, l’angolo occupato da pesanti tappeti dei monaci copti, la differenza evidente tra i diversi quartieri, mi ha mostrato la somiglianza dei diversi simboli religiosi della trinità monoteista.
Un’idea, tre teorie, tre pratiche, milioni di guerre.
Mentre la seconda volta ho sentito chiaramente il cambio di clima. Mitra sul pullman, controllo all’aeroporto molto serrato, gonna per coprire le gambe, l’aria era diversa, sapeva di incenso bruciato e la devozione si è smarrita nello suq mondiale, dietro chissà quale politica contrattazione.
Ma in ognuno dei due momenti, se si va al di sotto dell’immagine pubblica di Gerusalemme, si può toccare metafisicamente uno stato di pace. È assurdo che il posto più abitato da conflitti possa produrre quella quiete dell’animo.
Ancora oggi mi chiedo come sia possibile. Quella città pulsa di una meraviglia segreta, è dilaniata dall’uomo ma unita da una forza silenziosa.
Mi sono stupita a vedere la quotidianità fatta di soldati e sguardi minacciosi pronti a reclamare il diritto all’esistenza. Oggi credo che tutto sia peggiorato e mi chiedo come possa essere possibile che il mondo continui a guardare e a sopportare e a stare fermo.
Confido nella luce di Gerusalemme e in quelle parole credute e volute di pace che solo un Dio può pronunciare.
Cara/o amica/o, continuiamo con il quindicesimo giorno del Calendario dell’Avvento del 2024.
Sto dedicando il Calendario dell’Avvento 2024 ai RICORDI di tutti quei momenti, oggetti e suoni che hanno colorato vivacemente il mio sentiero fino ad oggi. Ogni ricordo porta con sé una luce e una visione. Ogni ricordo è il tassello di un’identità che sboccia nel tempo presente.
Un ricordo DA SCARTARE per ogni giorno di dicembre fino alle soglie del Natale.
Spero possa accompagnarti nel tuo cammino e il mio augurio è che getti l’amo tra i tuoi ricordi affinché tu possa ritrovare “gli sparsi frammenti” della tua anima.
Se desideri recuperare la lettura delle altre ‘caselle’, ti invito a cliccare sul seguente link:https://www.ipaziafilosofia.com/blog-articoli/
Grazie per il tuo tempo,
Francesca

