IPAZIA Studio di consulenza filosofica presenta…
Piccole luci per viandanti, incontri di respiro e filosofia
C’è una luce che brilla nel cuore del bosco, una soglia che profuma di resina e di attesa: è laLocanda di Ipazia. Non è un luogo fatto di mattoni ma uno spazio del cuore dove ogni mese ci ritroviamo per fermare il tempo e riprendere fiato.
Varcare questa soglia attraverso la meditazione significa concedersi il lusso più grande: smettere di correre e iniziare a sentirsi. In queste soste mensili, la filosofia non è un libro da studiare ma il calore di un fuoco che ci riscalda la pelle. Ogni meditazione è un rito di cura, un momento in cui il silenzio diventa la voce più dolce per ascoltare ciò che il nostro mondo interiore ha da dirci.
A chi è rivolto questo cammino?
Che tu scelga di fare della Locanda la tua dimora abituale per tutto l’anno o che tu sia un Viandante di passaggio, che sente il bisogno di fermarsi solo per una notte e poi riprendere il viaggio, questi incontri sono pensati per te. Non c’è obbligo di continuità: ogni sosta è un’esperienza completa e preziosa, pronta ad accoglierti esattamente nel punto in cui ti trovi oggi.
Domenica 26 luglio 2026 | Ore 9:30 – 10:30
Luglio è il mese del sole pieno, il momento in cui tutto viene portato alla luce. Spesso ci portiamo dentro ferite o capitoli del passato che continuiamo a raccontarci sempre nello stesso modo, lasciando che si trasformino in un lamento silenzioso che toglie energia al presente.
Meditare, in questa sosta, significa cambiare le parole con cui descriviamo la nostra storia per riconoscerci finalmente protagoniste, e non vittime, delle nostre vicende.
In questo incontro risveglieremo la capacità di narrare la tua vita con occhi nuovi: la consapevolezza profonda che ogni cicatrice racconta una prova superata, non una sconfitta.
Scenderemo in profondità per trasformare la memoria del dolore in un racconto solido e fiero. Insegneremo alla mente a collaborare per riordinare i ricordi, usando la parola come strumento che guarisce e il respiro come melodia che armonizza il passato. Scoprirai che puoi riscrivere il senso dei tuoi passi e tornare a guardare la tua storia a testa alta.
Un piccolo esercizio di preparazione:prima di collegarti, ti chiedo di compiere un piccolo rito di riscrittura.
Prendi un foglio di carta e ritaglia tre strisce. Su ciascuna striscia scrivi una parola che descrive una difficoltà o una ferita del tuo passato (es. delusione, fallimento, fatica).
Poi, prendi le forbici e taglia a metà quelle strisce, separando le lettere. Metti tutti questi frammenti in una piccola ciotola o scatola. Tieni la ciotola accanto a te durante la pratica: quei frammenti rappresentano i pezzi della tua storia che la meditazione ci aiuterà a ricomporre in un canto nuovo e protetto.
Cosa riceverai:la sessione dal vivo e la registrazione via mail, un dono per la tua anima da riascoltare ogni volta che vorrai ritrovare il tuo centro.
Quando: domenica 26 luglio 2026
Orario: dalle 9:30 alle 10:30
Dove: ci ritroviamo online su Zoom (riceverai il link dopo la prenotazione)
Contributo: 20 €
Cosa preparare: un angolo tranquillo, una candela accesa, la ciotola con i frammenti di carta, un foglio bianco intero e della colla o del nastro adesivo.
Come prenotare: per preservare l’intimità del nostro cerchio, la prenotazione è obbligatoria. Ti basta scrivermi un messaggio suWhatsAppo inviarmi una mail a: ipaziafilosofia@gmail.com oppure clicca sul tasto “ACQUISTA BIGLIETTO”
Informazioni sulla prenotazione: in caso di mancata partecipazione dell’acquirente, la prenotazione non è rimborsabile o trasferibile su altro evento – la prenotazione verrà rimborsata solo in caso di annullamento da parte dell’organizzatore.
** Domenica 26 luglio 2026 ore 9.30 **

Subito dopo l’acquisto riceverai un’email con la conferma di avvenuta prenotazione.E il link per collegarti all’evento.

Esiste un momento in cui ci si ferma. Sulle spalle pesano troppi bagagli, oppure le mani si scoprono improvvisamente vuote e il passo si fa incerto, il cammino perde il suo senso. Non è smarrimento: è l’inizio di una domanda che vale la pena portare fino in fondo.
Mi chiamo Francesca D’Uva. Sono una filosofa pratica e, prima ancora, una persona in cammino. Credo che la filosofia non appartenga alle stanze dell’accademia: appartiene alla vita.
Ho vissuto anni in cui il mio sistema di valori si era silenziosamente spezzato senza che me ne rendessi conto: un lavoro soffocante che faticavo a lasciare, il lutto per mia madre (un legame tanto complesso quanto prezioso) e firme su fogli che nessuno vorrebbe mai siglare. Ho capito solo a distanza di tempo la vera natura di quel dolore: non era una crisi psicologica, era una crisi etica. Una frattura profonda tra i principi che credevo miei e quelli che, in realtà, avevo solo preso in prestito (dall’educazione ricevuta, dalle aspettative di altri, da una vita vissuta per inerzia).
Da quel caos è nata la mia domanda. Non “come si guarisce?” ma “come si torna a riconoscere ciò che è davvero nostro, quando tutto crolla?”.
Oggi accompagno le persone attraverso le grandi transizioni dell’esistenza: il lutto, la fine di una relazione, la perdita del lavoro, lo smarrimento della propria identità. Lo faccio con due strumenti integrati: il dialogo filosofico, che porta chiarezza etica, e il lavoro vibrazionale con la Geometria dell’Essenza, una via che parla direttamente al corpo e all’anima quando le parole non bastano più.
Mi sono laureata in Filosofia presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti, con una tesi sugli aspetti pratici del pensiero orientale e occidentale. Mi sono specializzata in Consulenza Filosofica e Filosofia Pratica presso la Scuola Parresìa di Bologna con Nicoletta Poli, dove oggi sono formatrice. Ho approfondito la filosofia per bambini presso CECAPFI, scuola internazionale diretta da David Sumiacher. Ho collaborato con Ran Lahav, fondatore del movimento Deep Philosophy, formando facilitatori e conducendo ritiri internazionali di filosofia contemplativa.
Nel 2019 ho fondato Ipazia Filosofia e Geometria Sacra (un nome che è un omaggio alla filosofa che ha difeso la libertà di pensiero fino al suo ultimo respiro). Chiunque varchi questa soglia porta con sé una domanda. Il mio compito è aiutarlo a trasformarla in una direzione.
C’è un posto per te, qualunque sia il peso che porti.

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