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È il primo passo, se senti il bisogno di parlare, di mettere ordine nei pensieri e di capire il “perché” di quello che stai vivendo.
Durata 120 minuti – Costo €70
COSA RISOLVE
Hai un nodo – un lutto, una crisi, un cambiamento che ti pesa addosso – e non riesci ancora a vederne con chiarezza la radice. Senti che ti serve uno spazio per metterlo in parole, capire da dove viene e avere un primo orientamento concreto su come muoverti da qui.
Due ore dedicate interamente ad ascoltare il tuo focus esistenziale: la crisi, il lutto, il cambiamento che stai affrontando.
Insieme iniziamo a capire quali principi stanno dietro a quello che stai vivendo oggi – quali sono davvero tuoi e quali forse hai solo preso in prestito da altri, dall’educazione ricevuta e/o da una vita vissuta per inerzia.
Non è un incontro di sola valutazione, né una chiacchierata generica: è un lavoro filosofico vero, fatto insieme, fin dal primo minuto.
Durata dell’incontro 120 minuti

COSA PORTI A CASA
Non esci da questo incontro a mani vuote, qualunque cosa tu decida dopo.
Come una torcia in una stanza buia, questo primo incontro ti dà gli strumenti per orientarti subito in quello che stai vivendo. Ricevi anche un piccolo vademecum scritto, pensato apposta per la tua situazione: una guida che resta tua.
Se senti di voler proseguire oltre questa porta, individuiamo insieme il cammino più adatto a te tra i tre percorsi filosofici.
Se invece senti che per ora ti basta questo, è una scelta altrettanto valida: hai comunque qualcosa di concreto tra le mani.
DOVE
In presenza, presso lo Studio di Ipazia in Via Principi d’Acaja 25, Torino – oppure online, ovunque tu sia.
Per informazioni:
Prenotazione primo incontro di orientamento e analisi etica in presenza
Prenotazione primo incontro di orientamento e analisi etica online

Esiste un momento in cui ci si ferma. Sulle spalle pesano troppi bagagli, oppure le mani si scoprono improvvisamente vuote e il passo si fa incerto, il cammino perde il suo senso. Non è smarrimento: è l’inizio di una domanda che vale la pena portare fino in fondo.
Mi chiamo Francesca D’Uva. Sono una filosofa pratica e, prima ancora, una persona in cammino. Credo che la filosofia non appartenga alle stanze dell’accademia: appartiene alla vita.
Ho vissuto anni in cui il mio sistema di valori si era silenziosamente spezzato senza che me ne rendessi conto: un lavoro soffocante che faticavo a lasciare, il lutto per mia madre (un legame tanto complesso quanto prezioso) e firme su fogli che nessuno vorrebbe mai siglare. Ho capito solo a distanza di tempo la vera natura di quel dolore: non era una crisi psicologica, era una crisi etica. Una frattura profonda tra i principi che credevo miei e quelli che, in realtà, avevo solo preso in prestito (dall’educazione ricevuta, dalle aspettative di altri, da una vita vissuta per inerzia).
Da quel caos è nata la mia domanda. Non “come si guarisce?” ma “come si torna a riconoscere ciò che è davvero nostro, quando tutto crolla?”.
Oggi accompagno le persone attraverso le grandi transizioni dell’esistenza: il lutto, la fine di una relazione, la perdita del lavoro, lo smarrimento della propria identità. Lo faccio con due strumenti integrati: il dialogo filosofico, che porta chiarezza etica, e il lavoro vibrazionale con la Geometria dell’Essenza, una via che parla direttamente al corpo e all’anima quando le parole non bastano più.
Mi sono laureata in Filosofia presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti, con una tesi sugli aspetti pratici del pensiero orientale e occidentale. Mi sono specializzata in Consulenza Filosofica e Filosofia Pratica presso la Scuola Parresìa di Bologna con Nicoletta Poli, dove oggi sono formatrice. Ho approfondito la filosofia per bambini presso CECAPFI, scuola internazionale diretta da David Sumiacher. Ho collaborato con Ran Lahav, fondatore del movimento Deep Philosophy, formando facilitatori e conducendo ritiri internazionali di filosofia contemplativa.
Nel 2019 ho fondato Ipazia Filosofia e Geometria Sacra (un nome che è un omaggio alla filosofa che ha difeso la libertà di pensiero fino al suo ultimo respiro). Chiunque varchi questa soglia porta con sé una domanda. Il mio compito è aiutarlo a trasformarla in una direzione.
C’è un posto per te, qualunque sia il peso che porti.