Il semestre estivo
Tra i ricordi di Tübingen…
Marzo 2001, avevo ventuno anni e tanta voglia di sfidare i miei limiti.
Non stavo vivendo un periodo particolarmente allegro, nonostante le apparenze e ho pensato letteralmente diCOSTRINGERMIin un trasloco oltralpe.
Erano avanzate delle borse di studio del progetto Erasmus per gli studenti di filosofia direzione Germania e me ne andai a prendere una per il semestre estivo.
La borsa di studio mi ha portato dritta dritta nella città in cui insegnò Fichte, dove studiarono Schelling, Hegel ed Hölderlin e in cui soggiornò, anche se per poco, Goethe: Tübingen, nel sud della Germania.
Ero partita con uno zaino da trekking con portata da venticinque litri della Invicta, un maiale di pezza dettoGrassochecola, una sveglia a forma di mela con pupazzino annesso, un piccolo vocabolario italiano-tedesco e La nascita della tragedia ed Ecce homo di Nietzsche.
In tedesco sapevo solo dire:
– Ich komme aus Süditalien (Vengo dal sud Italia)
– Wo ist die Toilette? (Dov’è il bagno?)
– Ich bin Hunger (Ho fame)
Per il resto vuoto cosmico e tanta speranza che i gesti e il mio desiderio di apprendere mi avrebbero aiutata.
Sono stata ospite di uno studentato posto su una salita, distante circa venti minuti dal centro della città e dall’università.
La mia stanza aveva un letto, un mobiletto, una scrivania, un armadio e un lavello dietro una tenda. Il bagno e la doccia erano in comune. Devo dire che spesso mi dicevano che cantavo bene: esorcizzavo così i momenti di imbarazzo nella doccia!
Non conoscevo il tedesco e così tentai di sopperire con un corso in itinere e con piccoli escamotage dell’ultimo secondo.
Nel 2001 non c’erano i DVD ma c’erano le VHS, affittavo o prendevo in prestito dall’università film che in italiano sapevo a memoria e tentavo di associare i suoni tedeschi ai significati italiani oppure mi concentravo sulle pubblicità televisive, brevi e d’effetto.
I miei primi due scritti in lingua tedesca furono due lettere indirizzate al prete della chiesa vicino lo studentato e al maestro del coro della suddetta chiesa. Con la prima lettera ho fatto un buco nell’acqua il prete credeva che cercassi lavoro, con la seconda invece vengo accolta da trenta coriste e coristi che oggi avrebbero la mia età e qualche anno in più. Cantai con loro per tutto il semestre estivo e imparai molto.
Ma l’incontro più sorprendente avvenne vicino gli uffici della segreteria. Da lontano intravidi due ragazze con il loro piumino lungo di colore scuro. Solo due italiane potevano indossarlo, la moda in Germania ha connotati differenti.
Le seguii come un cane segue l’odore del tartufo e mi presentai con tutta la disperazione di quel momento.
In effetti il primo mese fu terrificante, ero completamente isolata a causa della lingua, non conoscevo nessuno e facevo fatica a fare tutto, persino a capire il funzionamento del marco (in quell’anno ancora non c’era l’euro). Ero dimagrita un sacco (e non fu un male!) e la lettura di Nietzsche mi teneva a galla con le sue pungenti parole e con la possibilità di camminare danzando.
Quell’incontro fortuito cambiò le sorti del mio viaggio interiore. Ancora oggi ringrazio le mie tre amiche lucane per l’affetto ricevuto, un affetto che dura da ventitré anni.
Da quel momento ho iniziato a rialzarmi, a conoscere un mondo di persone. Provenivano da diverse parti del mondo: Mongolia, Perù, Stati Uniti, Francia, Argentina, Messico, Sudafrica, Repubblica Ceca, Giappone, Belgio. Ho incontrato culture e modi diversi di essere eticamente e di muovere il pensiero.
Quante serate nello studentato delle mie amiche o nel mio, spaghetti al sugo, pasta al forno, dita di morto (i tipici wurstel bianchi tedeschi), torte, caffè…in fondo è in questo modo che in quel gruppo tutto italiano ci esprimevamo per coinvolgere il Mondo.
Ho tenuto presso l’università di Filosofia, un edificio caratteristico e di colore rosa, il mio primo esame di Storia della filosofia antica e devo dire di aver preso anche il massimo dei voti.
E tu mi chiederai, come è possibile se non conoscevi il tedesco? Semplice, ho scritto in italiano e tradotto con le correzioni grammaticali di Susanne la mia tandem, il nostro scopo era di uscire insieme, io le insegnavo l’italiano e lei il tedesco, ci siamo sostenute e aiutate! Con lei ho fatto il primo e ultimo viaggio in autostop!
Lo so di essermi dilungata troppo e tante cose ancora vorrei raccontare ma spero di aver costruito un piccolo affresco sufficiente per dire a te e a me stessa che il confronto con chi è diverso da noi o con chi sta vivendo un percorso simile al nostro è fondamentale per spalancare la nostra angolazione sull’esistenza.Si esce dal guscio del solipsismo e si affrontano le criticità che il muro della multiculturalità fa rimbalzare come palline. Allora si impara chi sono io e si apprende come navigare guidati dalle stelle nell’immenso oceano delle prospettive.
E inevitabilmente si cambia e il relativismo diventa una visione da osservare e da cui apprendere.
Ecco qualche informazioni in più
sul breve soggiorno ‘vomitoso’ di Goethe:
https://www.lonelyplanetitalia.it/destinazioni/germania/tuebingen/poi/cottahaus
sul soggiorno e la torre di Hölderlin:
https://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_H%C3%B6lderlin
Cara/o amica/o, continuiamo con l’undicesimo giorno del Calendario dell’Avvento del 2024.
Sto dedicando il Calendario dell’Avvento 2024 ai RICORDI di tutti quei momenti, oggetti e suoni che hanno colorato vivacemente il mio sentiero fino ad oggi. Ogni ricordo porta con sé una luce e una visione. Ogni ricordo è il tassello di un’identità che sboccia nel tempo presente.
Un ricordo DA SCARTARE per ogni giorno di dicembre fino alle soglie del Natale.
Spero possa accompagnarti nel tuo cammino e il mio augurio è che getti l’amo tra i tuoi ricordi affinché tu possa ritrovare “gli sparsi frammenti” della tua anima.
Se desideri recuperare la lettura delle altre ‘caselle’, ti invito a cliccare sul seguente link:https://www.ipaziafilosofia.com/blog-articoli/
Grazie per il tuo tempo,
Francesca

