C’è una frase, nel terzo film di una famosa trilogia fantasy, che mi fa sentire nel “mio posto”. Il protagonista, Bilbo Baggins, si congeda dai suoi compagni dicendo loro: “Se qualcuno di voi capitasse nei pressi di casa Baggins, il tè è alle quattro, ce n’è in abbondanza, siete sempre i benvenuti. Non disturbatevi a bussare.”
Questa è l’immagine più bella per me. Un’immagine che unisce l’idea dell’accoglienza, della convivialità e della presenza. Come a dire: “Sono qui. C’è un posto per te quando vorrai.”
C’è un posto per te.
È così che è nato il progetto Ipazia.
Un luogo virtuale fatto di progetti che puntano all’espressione, alla realizzazione e al ritrovare se stessi. Come una casa nel bosco, in fondo al viottolo acciottolato, dove la luce si perde tra le foglie estive e gioca a nascondino con quelle autunnali.
Proprio lì, ad est, dove bussa il primo sole per entrare tra le tendine color crema e riscaldare l’inizio dei pensieri per nutrire mente e anima.
Ogni attività è studiata per esserti accanto, dalla consulenza individuale fino alle passeggiate filosofiche virtuali.
Essere accanto significa camminare insieme, sorridere sorseggiando un tè insieme, non sentirsi soli né giudicati ma affiancati e supportati in un momento di difficoltà o nel desiderio della ricerca di sé.
In diversi momenti della nostra vita desideriamo fermarci un attimo e raccogliere i fili del nostro cammino, per intrecciarli, sciogliere i nodi, tagliarli o semplicemente osservarli e accarezzarli.
In quella sosta Ipazia ti aspetta. Potrai recarti qui (in presenza o in collegamento video) per essere ascoltata/o, per condividere quello che ti sta accadendo o semplicemente rimanere in silenzio insieme ascoltando la musica della filosofia. Potrai sorseggiare un té o un caffè chiacchierando, aspettare gli appuntamenti settimanali per immergerti in un gruppo e camminare sotto i cieli della filosofia.
Semplicemente, c’è un posto per te…

