Ci sono momenti in cui ciascuno di noi desidera sospendere la parola e chiudere le orecchie al vociare non richiesto, a quel continuo lamentio e rimprovero nato da incomprensioni.
Un silenzio di pensieri e parole, profondo, osservatore e guaritore.
Non sempre bisogna attaccare, ribattere, far prevalere le proprie ragioni alimentando un fuoco.
Qualche volta si rende necessario tacere e aspettare. Non è una sottomissione ma una vittoria che nella resa vede un incendio diventare acqua.
E il suono delle parole torna come canto di fiume e orchestra di bosco, agghindandosi come un fiore.

