Il vuoto, come incubatrice del mio germoglio, è il custode divino della mia radice, la casa che accoglie come sue figli rabbia e paura. Nel nido del vuoto essi partoriscono il potere creativo: la fiamma generata nel padre che distrugge il padre nell’eterno alternarsi degli opposti. In questo movimento la radice continuamente riafferma il suo diritto all’esistenza, mentre sorride felice di essere nascosta.

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