RICORDI, 2 dicembre – La piccola biblioteca

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La piccola biblioteca

Tra i ricordi del mio paese…

Il portone era di legno chiaro, leggero, a tre ante, per chiuderlo si faceva sempre un po’ fatica, bisognava allineare bene le due parti della serratura con un gioco furbo di forza e delicatezza.

Alle sette di sera iniziava il rituale dell’allineamento e la piccola biblioteca si addormentava con tutti i suoi sogni per aprirsi al mondo il pomeriggio successivo.

Dall’infanzia fino alla soglia dei miei trentotto anni quel posto magico, con i suoi rituali, è stato una parte fondamentale della mia serenità.

Quando ero piccola ero sempre a caccia di un libro che mi portasse via, al di là dei confini del mio paese. È in quella biblioteca che ho letto i primi saggi e il primo libro di Rousseau, L’Emilio.

Quando è stata chiusa definitivamente ho provato una forte sensazione di smarrimento, per me era come entrare in un luogo sacro che accogliesse la mia mente e il mio cuore.

La bibliotecaria e quel piccolo microcosmo mi hanno vista crescere, mi hanno abbracciata in ogni singolo momento sostenendomi nell’oceano delle emozioni.

È difficile descrivere con le parole il profondo significato che quelle stanze hanno rappresentato per me. La metafora più vicina a ciò che provo è quella del tempio. Un luogo sacro fatto di libri, speranze ed affetto che protegge, cela, difende, celebra, sostiene, conforta e amplifica.

Se ripercorro la linea del tempo dal primo giorno fino all’ultimo nella piccola biblioteca, quello che vedo è un cammino di formazione accanto al focolare della conoscenza e all’amicizia profonda di una persona vicina al mio cuore.

Ma quel luogo non è stato solo il posto dove prendere in prestito i libri, lì abbiamo fatto lavoretti come le statuine dei presepi fatte con la scagliola, le decorazioni da mettere nel paese, le mostre, le riunioni, lì sono nati progetti ed idee che hanno avuto risonanza in tutto il paese e in me. Lì ho camminato con tantissime persone e se faccio la consulente filosofica oggi, in un certo modo, lo devo anche a loro, lo devo alla piccola biblioteca che mi ha tenuta tra le sue braccia con cura e profondità.

Custodisco nel cuore tutto quello che la piccola biblioteca mi ha donato e racconterò a mio figlio la meraviglia di quel luogo augurandogli di trovare un giorno un posto che potrà chiamare tempio.

E a te che mi stai leggendo chiedo, quale è stato il tuo luogo del cuore?Quello che ha rigenerato le tue ferite, quello che ti ha accompagnato nella vita senza nulla in cambio, senza obblighi ma era lì, con la porta spalancata, la serratura disallineata ad accogliere sorrisi e gocce di lacrime?Quel posto che preserva un altro frammento della tua anima.

 

Cara/o amica/o, continuiamo con il secondo giorno del Calendario dell’Avvento del 2024.

Dedicherò il Calendario dell’Avvento 2024 ai RICORDI di tutti quei momenti, oggetti e suoni che hanno colorato vivacemente il mio sentiero fino ad oggi. Ogni ricordo porta con sé una luce e una visione. Ogni ricordo è il tassello di un’identità che sboccia nel tempo presente.

Un ricordo DA SCARTARE per ogni giorno di dicembre fino alle soglie del Natale.

Spero possa accompagnarti nel tuo cammino e il mio augurio è che getti l’amo tra i tuoi ricordi affinché tu possa ritrovare “gli sparsi frammenti” della tua anima.

Se desideri recuperare la lettura delle altre ‘caselle’, ti invito a cliccare sul seguente link:https://www.ipaziafilosofia.com/blog-articoli/

Grazie per il tuo tempo,
Francesca