Lo scopo della consulenza filosofica è duplice.
Trasformare il peso del ‘focus esistenziale‘ e contemporaneamente fornire gli strumenti per diventare un contadino/funambolo.
Qualcuno mi ha detto che questa è una buffa metafora e anche abbastanza criptica ma basta andare al di là del significato contestualizzato per aprirsi a una nuova visione.
Chi è il contadino? Colui che vive legato ai ritmi naturali della terra. Conosce le sue piante, le loro proprietà e sa come curarle, crescerle e rispettarne i tempi. Sa capire il terreno dal quale esse crescono e sa ascoltare il cielo, la luna e il canto del vento preparandosi ai gelidi inverni o alla timide primavere.
Chi è il funambolo? Il giocoliere dell’equilibrio, un cuore in bilico su un filo, un passo alla volta…
Trasliamo la metafora ed ecco qua:
la consulenza filosofica fornisce gli strumenti per vivere legati ai nostri ritmi naturali, senza forzature esterne ma imparando a riconoscere ciò di cui abbiamo o sentiamo il bisogno, rispettando i nostri sentimenti e pensieri. Convoglia l’attenzione sul nostro sistema valoriale e ci aiuta a ‘coltivarlo’ con la sapienza contadina e ci insegna ad agire con consapevolezza ed apertura nei confronti dell’Altro e dell’Universo.
Attraverso la filosofia si apprende come portare equilibrio tra ethos (etica), logos (pensiero) e pathos (emozioni/passioni) con la leggerezza e sapienza di un funambolo.
Intraprendere, dunque, un percorso di consulenza filosofica conduce a conoscersi e ad agire attraverso l’antica danza della saggezza.

