Esercizio della Radura Interiore – Esercizi pratici per l’ascolto profondo

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Esercizio “Immergiti nella tua Radura Interiore”

Se la settimana scorsa abbiamo costruito il nostro spazio esteriore e percepito l’esistenza della radura interiore, ora useremo questo spazio fisico come base sicura per compiere il viaggio e abitare attivamente questo spazio sacro interno, rendendolo visibile e reale ai nostri sensi sottili.

Preparazione:
raggiungi il tuo angolo di pace, il tuo santuario esteriore. Siediti comodamente, assumendo una posizione che ti permetta di essere rilassato/a ma vigile. Assicurati di non essere disturbato/a per circa 10-15 minuti. Chiudi delicatamente gli occhi o abbassa lo sguardo.

Fase 1 – Ancorarsi nel presente
Inizia a portare l’attenzione al tuo respiro. Esegui 10 respiri lenti, lunghi e consapevoli, seguendo questo schema: Inspira profondamente dal naso, sentendo l’aria fresca e vitale che entra nel tuo corpo. Espira lentamente dalla bocca, rilasciando ogni tensione o pensiero non utile, sentendo l’aria calda che esce. Ripeti per 10 volte, permettendo al respiro di calmare la mente e radicarti nel momento presente.
Dopo i 10 respiri, sposta lentamente la tua attenzione sulla presenza fisica del tuo corpo nello spazio. Senti i punti di contatto con la sedia, il cuscino, il pavimento. Percorri mentalmente il tuo corpo: senti la testa, la morbidezza delle spalle, la spaziosità del torace, la quiete dell’addome, il radicamento delle gambe, il contatto dei piedi. Sii semplicemente presente nella percezione del tuo corpo qui e ora.

Fase 2 – Il viaggio verso l’interno
Ora, affina la tua attenzione sul movimento sottile del tuo respiro nel torace o nell’addome. Nota anche il battito ritmico e costante del tuo cuore, il suono della tua vita interiore. Con gentilezza e intenzione, immagina di spostare la tua consapevolezza ancora più in profondità, come se stessi attraversando un velo o scendendo una scala, entrando nello spazio più intimo e profondo della tua anima, la tua radura interiore. Utilizza la calma e la sicurezza del tuo spazio esteriore come punto di partenza per questa immersione.

Fase 3 – Esplora e dimora nel paesaggio dell’anima
Una volta che senti di essere entrato/a in questo spazio sacro interiore, inizia a “guardarti” intorno con i sensi dell’anima. Come si presenta il tuo Paesaggio dell’Anima oggi? È una radura, un bosco, un tempio, una spiaggia, una montagna? Non giudicare, osserva e accogli. Ci sono dei colori predominanti? Quali emozioni o sensazioni ti trasmettono? Percepisci dei suoni specifici in questo luogo? È silenzioso o ci sono melodie, suoni della natura? Quali sensazioni fisiche o energetiche provi stando qui dentro? Calma, espansione, leggerezza, radicamento? Ci sono delle immagini o dei simboli che emergono? Figure, oggetti, elementi naturali? Percepisci dei profumi nell’aria di questo spazio?
Prenditi il tempo per esplorare con curiosità e apertura. Ora, con questa consapevolezza del tuo paesaggio interiore, scegli deliberatamente di abitarlo pienamente. Senti di essere completamente presente dentro questo spazio. Cammina, siediti, sdraiati al suo interno. Permetti a te stesso/a di assaporare la quiete, la sicurezza, la bellezza e qualsiasi altro beneficio questo spazio ti offra in questo momento. Abita questo spazio interno sacro con la stessa presenza con cui abiti il tuo spazio esterno. Rimani lì, semplicemente essendo.

Fase 4 – Il ritorno consapevole
Lentamente e con gratitudine, preparati a riemergere da questo spazio interiore. Riporta dolcemente la tua attenzione al battito del cuore, poi al movimento ritmico del tuo respiro. Senti nuovamente il contatto con il tuo corpo nella sua interezza e il contatto del tuo corpo con l’ambiente esterno che ti sostiene (il tuo angolo di pace). Fai altri tre lunghi e profondi respiri: inspira l’esperienza vissuta e l’energia di questo spazio interiore, espira integrando il tutto nella tua consapevolezza. Quando ti senti pronto/a e radicato/a, riapri lentamente gli occhi, portando con te la visione e la sensazione del tuo paesaggio dell’anima.

Un suggerimento per approfondire: il simbolo della radura interiore
Per rendere ancora più forte e accessibile la connessione con il tuo paesaggio dell’anima, soprattutto nelle pratiche future, ecco un suggerimento pratico:
dopo aver compiuto questo esercizio per la prima volta, o comunque quando senti che la visione del tuo spazio interiore è particolarmente chiara, potresti desiderare di creare un piccolo simbolo che lo rappresenti. Questo simbolo può essere semplice o complesso: un disegno, uno schizzo, un piccolo oggetto trovato in natura (una pietra dalla forma particolare, una piuma), un’immagine che ti parla, una combinazione di colori. L’importante è che risuoni personalmente con l’essenza, l’atmosfera o un elemento significativo del tuo paesaggio dell’anima così come ti è apparso. Non deve essere “bello” o comprensibile agli altri, solo significativo per te. Una volta creato, posizionalo nel tuo angolo di pace esteriore. D’ora in poi, quando ti siederai nel tuo spazio per prepararti all’immersione interiore, puoi usare questo simbolo come un punto focale iniziale. Basterà posare lo sguardo su di esso per qualche istante, permettendo che funga da “chiave” o da richiamo immediato, facilitando l’inizio della connessione con il tuo paesaggio dell’anima e il passaggio verso l’interno ancor prima di iniziare i respiri o le altre fasi dell’esercizio. Diventerà un’àncora visibile per il tuo mondo invisibile.

Conclusione
Usare il tuo spazio esteriore come base sicura per immergerti e abitare il tuo paesaggio dell’anima rende la tua vita interiore non solo un concetto astratto, ma un luogo vivo, accessibile e nutriente. È un atto potente di riconnessione con la tua essenza più profonda. Questo esercizio rinforza il legame tra il tuo mondo interno ed esterno, dimostrando che la pace e la presenza sono sempre accessibili, partendo da un luogo che hai scelto e reso sacro.
Immergiti nel tuo paesaggio dell’anima, abita te stesso, dal tuo spazio di pace esteriore.