Quante volte, aprendo i tuoi pensieri e le tue idee all’altro, hai notato come lentamente hanno iniziato a respirare e a crescere? O, al contrario, hanno incontrato il loro limite e una scala di realtà?
Questo è il potere del dialogo: il confronto costante con l’alterità, attraverso il linguaggio, illumina le ombre e disegna costellazioni.
Nel dialogo filosofico, il sé si mette a nudo nel suo divenire e, attraverso l’altro, si specchia nelle sue credenze, idee, abitudini, incrostazioni. Il sé si decanta attraverso il filtro della parola condivisa.
In consulenza filosofica non c’è chi parla e chi ascolta in assoluto, ma un interscambio costante tra visioni del mondo che coinvolge tre protagonisti: il cliente, il consulente filosofico e la tradizione filosofica.
Un confronto a tre che innesta, sulla visione del mondo del consultante, il dubbio. Un dubbio che, attraverso il confronto con la tradizione filosofica e il compito mediatore del consulente, genera limite e meraviglia dando inizio ad una nuova immagine della realtà.
Il giudizio e le categorie si smarriscono e quello che rimane è un profondo scambio tra visioni del mondo mediate dal consulente filosofico che, nell’incontro tra pensieri, accarezza e cuce i frammenti sparsi e le idee segrete che si nascondono sotto le credenze.
Il risultato è uno sguardo nuovo su sé e sul mondo. Uno sguardo che trasforma i problemi e corre libero di ricostruirsi.

