Mano ‘con’ o mano ‘per’ ?

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Ti sei mai trovata/o ad avere il fiato sul collo e a dover correre per sistemare cose e risolvere problemi?

A lavoro e nelle relazioni, pare che tutto ruoti attorno ad una sfrenata efficienza conformata alla velocità delle multinazionali che consegnano in 24 ore, senza rispetto per i tempi di realizzazione e per l’essere umano.

“Hai fatto? È pronto? Ne ho bisogno adesso, puoi venire? Perché non mi hai risposto subito? Perchè ci stai mettendo così tanto? Hai inviato i resoconti?” – Ma nessuno di noi, per essenza, è un corriere espresso.

Ovunque si assiste alla mercificazione/strumentalizzazione dell’Altro e del suo tempo. La domanda che molte persone intorno a noi dovrebbero farsi è, a questo punto, “chi è l’Altro? Il prolungamento del mio braccio quando non arrivo a prendere gli oggetti o una mano accanto alla mia?”

Molti (troppi) hanno disimparato a mettersi nei panni altrui e l’egoismo cavalcante consente di vedere solo ed esclusivamente dinanzi a sé: con l’attenzione fissa su un paesaggio monocromatico fatto di tanti “io voglio” trasformati in “tu devi”.

L’arte del compromesso, dell’amore e dell’organizzazione sono state abbandonate e in loro vece è arrivata un’instancabile furia di soddisfacimento (a tutti i costi) ed adempimento innaturale a compiti considerati assoluti e non prorogabili.

Tante persone entrano in competizione per ottenere un soddisfacimento immediato, ed esigono che, nel proprio tempo, l’altro abbia la disponibilità a compiere ciò che in quel momento si vuole da lui.

Nascono così gli straordinari della vita, le ore in più che ciascuno dedica alla fretta e all’egoismo degli altri.

Cosa possiamo fare?

Saper dosare le richieste con la stima di sé, recuperando lo spazio che altri, senza permesso, hanno invaso, tracciando una linea di confine e rispetto. Per tanti miei clienti, questa sembrava un’impresa impossibile. Ma poi, compiendo piccoli passi quotidiani, l’hanno scoperta essere sorprendentemente fattibile.

Riconoscere che sei una mano CON e non una mano PER. Che non sei un mero strumento per il raggiungimento di scopi o la soluzione di problemi considerati prioritari da chi te li propone. 

Hai un tempo, una vita e la possibilità di condurla. Non diluire e non barattare ciò che hai di più prezioso in nome di un’utilità effimera e stabilita da altri.