Ero al secondo anno di università e mi preparavo a dare un esame. Mancavano pochi giorni e ancora tanto da ripassare e fissare nella memoria. Non riuscivo ad apparecchiarmi il tempo, conciliando studio e ore. In affanno e di corsa e con le lacrime pronte alla sconfitta.
Quando un amico esordì dicendomi: “quando hai fretta, fai le cose con calma!”
Una frase paradossale, pungente e, ad un tempo, magica e potente.
Fretta e calma: opposti che si amalgamano in un’azione che sostituisce all’ansia da prestazione una concentrazione immediata, forte, lapidaria ed efficiente.
Quando tutto si agita attorno a te, confonde i profumi e satura l’ambiente, c’è una cosa che puoi mettere in atto: la concentrazione sull’elemento che ha scatenato la tempesta. Prima l’elemento giunge a completamento, prima il vento smette di soffiare.
L’elemento in questione consiste in qualcosa che deve essere risolto e affrontato, come ad esempio un esame, una visita medica, una riunione, una cena da cucinare con ospiti, una scadenza lavorativa. Questi sono tanti piccoli episodi che in molti di noi scatenano agitazione per timore di non riuscire nel tempo e nell’immagine.
È in questi momenti che la calma, nel tempo che si riduce, dilata il momento. Non lo allunga, ma lo allarga.
La concentrazione non sull’obiettivo ma sulla singola azione contrasta la fretta e conduce alla soluzione.

