Cantico della Libertà
A te che perdi il confine
A te che temi l’orgoglio
A te che brami il riconoscimento
Affido la condivisione al calar della Sera
Il calore del fuoco in mezzo agli uomini
A te io dono il tempo di amarmi
di riconoscerti e distaccarti dal peso dell’Ombra
A te io dono la responsabilità del prossimo,
nello spazio condiviso
A te io alleggerisco il cuore dal piombo della rabbia
A te io sussurro la musica Celeste
perché tu possa sentire quando arriverà il tempo
A te io dono me stessa,
con grazia prendimi, con eleganza indossami
Tra i comignoli, nel bosco o sul palcoscenico
non rinnegarmi
ma abbi cura di riconoscerci
e curarci
La libertà annulla il tempo e i pensieri in uno spazio armonico. Uno spazio provocato da un’emozione che sovrasta il pensiero e lo rende fluido, liquido, penetrabile e allontanabile. È un buco nero che attira a sé ogni singolo pensiero, sciogliendolo nella pura assenza di confine.
Offre così la possibilità di guardare ilMaṇḍalain tutte le sue forme, senza interferenze esterne o interne. Godendo appieno della presenza di sé nella forma.

