C’era una volta e ancora domani

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Io siede sotto la quercia rossa.
Lo raggiunge Consapevolezza trafelata: “Ce l’avevo sotto il naso!”
“Cosa?”, chiede Io
“Il paesaggio dietro Illusione, lei si è spostata e io ho visto”. Consapevolezza è orgogliosa e saltella felice.
“Visto cosa?”, chiede Io distratta
“L’alternarsi e il confondersi della realtà. Sapessi quanto è bella così, al di là del bene e del male”

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E fu così che Realtà si rivolse a se stessa e parlò con Io.
Così si incontrarono sotto la quercia di tutti i colori, in nessun posto e in nessun momento. Si guardarono senza occhi e si chiamarono senza parole. Ora sono un cerchio nell’infinito movimento del sé.
Consapevolezza, felice di aver assolto al suo compito, andò a gettarsi dalla rupe per tornare trionfante nel cerchio.