La scelta

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L’altalena è l’emblema del mio umore. Avanti e indietro. Non trova un equilibrio statico, solo un armonico ed indeciso oscillare.

Intanto il pensiero sprofonda nella miniera delle risposte. Vaglia ogni singolo nuovo percorso, riconsidera quelli attraversati e ogni tanto si riposa nel mezzo. Terra battuta ovunque esso si giri, ogni imbocco lo attrae senza doni.

È una trottola in balia della speranza.

Alla fine si arrende dinanzi ad un ciliegio. Vede le stagioni passare e la sua chioma mutare: scarna, fredda, bianca e carica di rosso.

Fluiscono gli anni, diventano intimi e ha il permesso di chiedere.

Quale è la scelta giusta?”, le labbra si schiudono tra l’intimo confine interno e il mondo al di là di esso.

Ora è in ascolto.

Il tonfo di una piccola pallina rossa rotola accanto ad esso.

Tutto gli è chiaro all’improvviso. Non c’è legame, non c’è colpa, non c’è separazione nell’infinito mare delle probabilità. C’è solo un lento scorrere degli eventi. L’accettazione di una fine annulla la fine stessa all’interno di un nuovo inizio.

Il coraggio di alzarsi e seguire una possibilità è slegato dall’esito della stessa.

Il pensiero guarda di nuovo il ciliegio e sa che deve lasciarsi attraversare dal tempo senza legarsi ad un autunno o ad una primavera. E non aspetta che arrivi l’estate per vivere perché già nell’inverno si trova a danzare.