Esercizio “Abita il tuo Spazio”
Per poter udire i “sussurri” della nostra voce interiore, è essenziale imparare a creare silenzio. Non un vuoto ostile, ma uno spazio accogliente e libero dal rumore incessante della mente e dalle continue richieste del corpo. Questo spazio interiore è la nostra “radura”, il luogo dell’anima dove il giudizio si placa e regna la quiete.
Un modo potentissimo per facilitare l’accesso e l’abitazione di questo spazio sacro interiore è costruirne un “riflesso” nel mondo esterno: un angolo fisico che sia un vero e proprio santuario di pace, un punto di riferimento tangibile per la nostra pratica del silenzio e dell’ascolto.
Questo esercizio ti guida nella creazione e nell’abitazione consapevole del tuo spazio sacro, un luogo dove nutrirti, ritrovare la calma e connetterti con la tua essenza più profonda.
Preparazione
L’esercizio si divide in due macro parti: una di riflessione/preparazione mentale e una di azione concreta.
Prima di iniziare la parte pratica, siediti in un luogo tranquillo dove non sarai disturbato. Chiudi delicatamente gli occhi o abbassa lo sguardo. Porta l’attenzione al tuo respiro per qualche istante, radicandoti nel momento presente.
Fase 1 – La radura interiore: un’indagine
– Richiama alla mente il concetto di “spazio interiore” o “radura dell’anima”. Cosa significa per te? È una sensazione, un’immagine, un’idea?
– Quando ti senti più connesso a questo spazio di silenzio e quiete dentro di te? In quali momenti o situazioni emerge naturalmente?
– Cosa senti che ostacola l’accesso a questa radura interiore? Sono pensieri ricorrenti, emozioni intense, la fretta, le distrazioni esterne?
– Ascolta le sensazioni nel tuo corpo mentre rifletti su questo spazio interno. C’è una parte di te che ne ha bisogno?
Fase 2 – L’Ideazione dello spazio esteriore: il tuo santuario ideale
– Ora, sposta l’attenzione sul concetto di creare un “angolo di pace” fisico. Immagina il tuo spazio esteriore ideale. Dove si trova: nella tua casa o in un luogo che ami frequentare? (Può essere un angolo di una stanza, una poltrona specifica vicino a una finestra, un piccolo spazio all’aperto, ecc.)
– Che tipo di atmosfera vorresti che avesse questo spazio? (Calma, ispirazione, accogliente, semplice?)
– Quali elementi visivi, tattili, olfattivi o uditivi lo renderebbero per te un luogo di profonda serenità e connessione? (Colori rilassanti, tessuti morbidi, candele, incensi delicati, piante, oggetti che ti sono cari, una coperta speciale?)
– Come ti senti al solo pensiero di avere un luogo così dedicato a te e alla tua quiete?
Fase 3 – La creazione concreta: dare forma al tuo angolo di pace
– Adesso, è il momento di passare all’azione. Scegli fisicamente l’angolo o il luogo che diventerà il tuo spazio sacro. Non deve essere perfetto fin da subito.
– Inizia ad adornarlo con cura. Scegli gli oggetti, i tessuti, le immagini che ti ispirano calma, gioia e che rappresentano la tua essenza. Ti invito a scegliere ogni oggetto con intenzione. Ricorda, deve essere un luogo che ti fa sentire pienamente a tuo agio e supportata/o.
– Pulisci e riordina lo spazio, preparandolo ad accoglierti.
Fase 4 – La consacrazione del silenzio: rendere sacro il tuo angolo
– Una volta che il tuo spazio è pronto, dedicalo al suo scopo: essere un luogo di silenzio, ascolto e connessione interiore.
– Puoi fare una piccola “cerimonia” di consacrazione personale. Siediti nel tuo spazio per la prima volta. Fai qualche respiro profondo. Esprimi a te stesso (anche solo mentalmente) l’intenzione di usare questo spazio per la quiete, l’ascolto della tua voce interiore, la riflessione senza giudizio.
– Puoi accendere una candela, mettere della musica rilassante (inizialmente, per poi magari prediligere il silenzio), o semplicemente sederti in consapevolezza, sentendo la presenza del tuo corpo e del tuo respiro in questo nuovo ambiente dedicato.
Fase 5 – Abitare lo spazio e l’ascolto: il ponte tra dentro e fuori
– Inizia a frequentare regolarmente il tuo spazio sacro. Non deve essere per ore; anche solo 5-10 minuti al giorno possono fare una grande differenza.
– Siediti nel tuo angolo. Senti la comodità, guarda gli oggetti che hai scelto. Fai qualche respiro profondo per radicarti nel presente.
– Semplicemente sii in quello spazio. Permetti ai pensieri di scorrere senza aggrapparti ad essi o giudicarli. Permetti alle sensazioni corporee di esserci.
– Nota come il sentirti accolto e al sicuro in questo spazio esteriore influenzi la tua capacità di trovare la “radura” interiore. Diventa più semplice fare silenzio? Senti di poterti ascoltare con più gentilezza?
– Usa questo spazio per la meditazione, la scrittura intuitiva o autobiografica oppure resta semplicemente in silenzio con te stessa/o.
Conclusione
Creare e abitare consapevolmente il tuo spazio esteriore non è un atto di egoismo ma un atto di amore verso te stesso. È costruire un’ancora visibile per la tua pratica interiore. Questo santuario fisico diventa un invito costante a ritrovare la calma, a fare silenzio e a riconnetterti con quella parte profonda di te che, nei momenti di quiete, sa esattamente cosa ti serve. Abita il tuo spazio, abita te stesso.

