Kevalādvaita (“puro non-dualismo”)
Śaṅkara è il principale commentatore del Vedānta non dualistico (Advaita Vedānta). Vissuto probabilmente tra il VI e VII secolo d.C. La sua dottrina
è definita Kevalādvaita (“puro non-dualismo” o “monismo idealistico assoluto”) ovvero dottrina della non dualità.
Secondo Śaṅkara qualsiasi cosa è, essa è Brahman. Solo il Brahman assoluto è reale,
irreale il mondo dinanzi a noi e il jīva o anima individuale non è differente dal
Brahman.
Tutte le differenze e la pluralità sono illusorie. Il Brahman supremo indicato
da Śaṅkara è impersonale (nirguna, privo di attributi), senza forme e senza
caratteristiche. È situato oltre i bisogni e i desideri. Non può divenire oggetto perché è al
di là della percezione sensoriale. È non dualità, l’ ”Uno senza secondo” e all’infuori di esso non vi è nulla. Questa visione annienta ogni differenza, interna o esterna. Non può
essere descritto e non può essere distinto da altro.
Il mondo in questa prospettiva non è però una mera illusione ma è relativamente reale
perche prodotto di Māyā ovvero dell’Avidyā, la nescienza. Dunque la sovrapposizione
del mondo a Brahman è dovuta all’ignoranza.
Il jīva o anima individuale pensa e agisce nell’Avidyā pur non essendo diverso dal
Brahman. Quando il jīva raggiunge la consapevolezza di essere Brahman, questi è
libero dalla propria individualità e dalla sua finitudine. In questo modo realizzala
propria beatitudine o meglio la liberazione dal saṃsāra.

