RICORDI – 21 Dicembre – Tra i banchi

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Tra i banchi

Tra i ricordi molisani…

L’odore dei libri nuovi, delle matite colorare nell’astuccio e delle penne Replay cancellabili sono il paesaggio delle mie scuole elementari.
Quell’unico grande corridoio con quattro aule, mentre la quinta aula era dislocata accanto al bagno delle bambine, l’aula del maestro Giovanni.

La nostra meravigliosa maestra Isetta ci ha accompagnato per tutti e cinque gli anni. Ho ancora con me il ‘quaderno dei verbi’ che ci ha fatto fare, la sua voce che si spezza commossa leggendo di Cecilia dei Promessi sposi o dell’orologio al polso di Enrico del Libro cuore e le preghiere che, come abitudine, recitavamo all’inizio e alla fine della mattinata scolastica.

Oggi l’edificio è stato abbattuto e la mia maestra, da anni ormai, non è più con noi.

Le scuole medie sono state un incubo, un’insegnante tiranna che ho continuato a sognare fino ai miei trentacinque anni. Ricordo i mal di stomaco, la paura, la bocca asciutta e la liberazione del giovedì, il suo unico giorno di riposo.
Grazie a lei ho capito cosa non volevo essere.

Le superiori invece sono state un altro tipo di incubo.
Ho adorato i miei insegnanti tranne uno. Mi hanno formata intellettualmente. Mentre nel contesto classe ho avuto qualche difficoltà di accettazione e, in ambito sociale, parecchie prese in giro. Sarà per questo che Isernia per me rappresenta un incubo.

Il respiro più ampio l’ho avuto tra i banchi dell’università.
Finalmente sono sbocciata, finalmente formazione e amicizie erano alla pari.

Ho capito che quando sei obbligata/o a seguire un percorso le condizioni che ti arrivano sonovincolate al casoe non alla scelta. E il tuo compito è catturare il buono che c’è e andare avanti, nell’attesa della creazione di una libera scelta.

Quando invece il percorso è liberamente scelto, diventano scelte tutte le situazioni che ne derivano, nel bene e nel male.E il tuo compito è continuare a setacciare e, contemporaneamente, imparare sulla pelle la parola responsabilità.

Cara/o amica/o, continuiamo con il ventunesimo giorno del Calendario dell’Avvento del 2024.

Sto dedicando il Calendario dell’Avvento 2024 ai RICORDI di tutti quei momenti, oggetti e suoni che hanno colorato vivacemente il mio sentiero fino ad oggi. Ogni ricordo porta con sé una luce e una visione. Ogni ricordo è il tassello di un’identità che sboccia nel tempo presente.

Un ricordo DA SCARTARE per ogni giorno di dicembre fino alle soglie del Natale.

Spero possa accompagnarti nel tuo cammino e il mio augurio è che getti l’amo tra i tuoi ricordi affinché tu possa ritrovare “gli sparsi frammenti” della tua anima.

Se desideri recuperare la lettura delle altre ‘caselle’, ti invito a cliccare sul seguente link:https://www.ipaziafilosofia.com/blog-articoli/

Grazie per il tuo tempo,
Francesca