Intreccio di meraviglia

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Salendo, si domandava che razza di posto fosse quello. Schivo o segreto? Solitario o smarrito? Era un posto enigmatico. E al solo pensiero il suo sorriso si allargò.” – P. Rothfuss, Lo Sguardo Lento delle Cose Mute

Ci sono piccoli scrigni di letteratura ricolmi della delicatezza silenziosa dei sogni. E la magia che Patrick Rothfuss crea nel suo romanzo è sottile e coinvolgente.

La protagonista è Auri, una creatura eterea senza età che incontriamo nei romanzi precedenti dell’autore, come si incontra una violetta in un campo di grano.

Uno spruzzo di colore, una sorgente di timida dolcezza che cesella e scolpisce con le carezze il suo Guscio, la sua dimora: il suo universo.

Sin dalle prime pagine siamo chiamati ad ascoltare con attenzione l’intreccio di meraviglia che Auri rappresenta e costruisce nella profondità della superficie. Un mondo fatto di armonie, dove ogni cosa trova il suo spazio.

Questo breve romanzo è una pietra miliare dello studio IPAZIA, mi ha insegnato a saper ascoltare il “nome” delle cose, a sospendere il giudizio nato dall’apparenza e ad avere la pazienza di scoprire quale è il posto e il significato degli eventi che accadono.

La leggerezza di Auri è un balsamo nell’intricato sottosuolo dell’esistenza.