Il trasloco della mente

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Traslocare non è così facile e indolore. Mette in campo una serie di emozioni e fatiche concrete.

Lasciare qualcosa e prendere qualcos’altro: contemporaneamente.

Uno stiracchiarsi tra il vecchio e il nuovo, un cammino frenetico su un ponte.

Poi si approda sulla terra ferma di un altro inizio e si comincia a pianificare di nuovo.

Quando subiamo o scegliamo un cambiamento, la nostra mente compie a tutti gli effetti un trasloco. Si trasferisce.

Inizia ad impacchettare le vecchie abitudini, avvolgendo in carta di giornale sogni e convinzioni, cerca scatole di differenti dimensioni pronte ad ospitare i ricordi del tempo.

Sceglie con cura come tinteggiare le pareti del futuro e arreda, secondo il proprio gusto e la necessità, lo spazio che presto accoglierà un nuovo percorso.

Ma c’è un momento in cui si è perfettamente al centro tra i due piatti della bilancia.

La pausa in cui si sorseggia una bibita fresca e corroborante e, come spettatore dal tavolo di un bar, si guardano quei pacchi in bilico tra l’andare e il restare.

È allora che una strana pace avvolge il frenetico pensare, una consapevolezza irretisce la mente e mostra chi siamo e quale è la direzione che ci sta attendendo.

Si soppesano i granelli che uno a uno dalla clessidra si fanno avanti, disegnando la strada che sin lì abbiamo percorso. Come tante piccole mollichine di pane, i frammenti di sé si mostrano e ci mostrano nella nostra segmentata unicità.

Il mio invito è di portare con te quella consapevolezza nell’esatto momento in cui inizierai a spacchettare le scatole che hai portato con te. A scegliere cosa conservare e cosa lasciare andare e cosa prendere per allestire la nuova casa.

Sii leggera/o nell’accogliere quello che arriva, trasformandolo in dono e possibilità con tutti i colori che la tua immaginazione può desiderare.