La solitudine

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L’essere umano per essenza tende a muoversi attraverso le relazioni con l’Altro. Il suo movimento non è né chiaro né distinto, è semplicemente spinto. La foresta umana è il suo habitat naturale.

Ma sempre per essenza, ad un certo punto, le sue azioni si ritirano verso l’interno. E si muovono alla ricerca di un centro di gravità personale ed interiore.

È in quel momento che la solitudine fa la sua comparsa come elemento necessario e naturale che porta un equilibrio tra il sé e il Mondo. Attraverso il filtro della solitudine, l’armonia originale tra l’anima e il Tutto si ricostituisce, generando un movimento controllato e conosciuto nella vita quotidiana.

La solitudine è il modo di esistere dell’Essere. Essa rende le esistenze uniche nella singolarità degli esseri e, allo stesso tempo, le unisce armoniosamente tra loro e con il Tutto.

Ogni singolarità, nella sua essenza, è un processo di memoria, momento e immaginazione, colmo della presenza dell’assenza in un’unità temporale, fluida e indistinta alla sua origine.

Eppure, nella vita quotidiana la solitudine si manifesta in modo buffo: con una sensazione di isolamento. La metamorfosi dall’isolamento alla solitudine avviene nel silenzio del cuore e si chiama Scelta di sé.

Nel deserto ho trovato la mia Casa
E nella mia Casa ho apparecchiato la tavola del mio Profondo per i miei ospiti
Eccoli che arrivano…
Hanno piedi nudi e silenziosi
L’ assenza si siede e mangia in mia compagnia
Non ci sono porte e finestre nella mia Casa
c’è solo questo enorme tavolo
non c’è rumore di piatti e cucchiai
ma c’è il suono ovattato della mia voce
Quando imparerò a riconoscere questo suono
solo allora potrò costruire una porta
e aprirla all’Universo