La dimensione creativa del nulla

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Il Nulla è una dimensione silenziosa e sottile che si insinua nel respiro della vita quotidiana, quando quel respiro è ansioso e impotente di fronte al flusso degli eventi.

Poi, il Nulla prende il sopravvento e si appropria dello spazio che prima includeva qualcosa. Lo spazio che occupa non è vuoto ma pieno dell’assenza di qualcosa. È l’involucro che attende paziente di essere fecondato.

Si presenta come lo stadio necessario che precede un nuovo qualcosa. Padre e figlio in esso coincidono.

In questo modo, il Nulla preserva e protegge l’innocenza del sé e paradossalmente lo incoraggia nel movimento della vita. Si fonde nell’assurda infinità di possibilità e mostra un’apertura verso il movimento. Il suo linguaggio preme il sé, lo schiaccia e ne attira l’attenzione.

Due sono le strade possibili: la ribellione ad esso o l’accettazione di esso. La ribellione ne prolunga la presenza mentre la piena accettazione dà avvio all’inizio della sua fine. Abbracciare il nulla significa abbracciare di nuovo qualcosa e da lì rinascere.

La vita è movimento, un movimento che ha per sua natura il bisogno di essere tale. Il Nulla è il motore del movimento e di conseguenza diventa necessario per la vita. Non è solo un punto di partenza ma è la dimensione della creazione personale e sovra-personale che innesca e favorisce l’azione del movimento stesso, che si nutre e si soddisfa con esso e in esso.